venerdì 23 agosto 2013

Il giallo dell'Estate di Legambiente

E' ormai terminata l'8 agosto scorso "la storica campagna di Legambiente che per due mesi ha circumnavigato lo Stivale, monitorando lo stato di salute del mare italiano", conosciuta come Goletta Verde. Tra le foci dei fiumi, dei torrenti e dei canali presso i quali la Goletta Verde di Legambiente ha effettuato le indagini, spicca, come già scritto in precedenza, anche la Foce Schiapparo. E ovviamente l'esito delle analisi è positivo: il tasso di inquinamento rientra nei limiti della legge.

E così Legambiente, terminato il tour della Goletta Verde, ha stilato un dettagliato rapporto, sui risultati (purtroppo non buoni) delle indagini effettuate, dal titolo "il Giallo dell'Estate: i sei delitti sotto l'ombrellone". Tra questi sei delitti c'è ovviamente anche quello del cemento illegale e dell'abusivismo edilizio, e quindi immancabile è l'accenno di Legambiente al villaggio di Torre Mileto, definito il "set scelto negli anni ‘70 da vacanzieri abusivi per la costruzione di un intero villaggio costiero completamente illegale".

Se dobbiamo guardare in faccia la realtà, non possiamo dare torto a Legambiente, che sbaglia però a definire Torre Mileto come un esempio di cemento illegale. Perché il cemento illegale di Torre Mileto possiamo considerarlo come un esempio di cemento legalizzato. Altrimenti come si spiegherebbe la presenza di circa 3000 villette costruite tutte abusivamente su una striscia di mare protetta? Se tremila persone sono riuscite a edificare abusivamente sotto i raggi del sole, probabilmente è perché hanno trovato la strada spianata da qualcuno, che invece avrebbe dovuto vigilare, contrastando il fenomeno dell'abusivismo edilizio. Certo, gli organi competenti sono intervenuti, ma solo dopo che la gente aveva costruito, quando la costa era stata ormai devastata. A quel tempo ti sequestravano la casa, quindi facevi il ricorso, ti condannavano e poi pagavi una multa e continuavi a costruire. Ed ecco oggi il villaggio di Torre Mileto.

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