Anche questo anno è andato. E l'Istmo Schiapparo sta peggio di prima. Il degrado è aumentato, mentre la gente è sempre di meno. I giovani sono quasi scomparsi.
Nel 2013 abbiamo assistito alla nascita del comitato "Salviamo l'Istmo e la Sacca Orientale", gruppo che sta cercando di opporsi al pagamento dei tributi, in particolare al pagamento della
Lo scorso 19 dicembre si è tenuto l'incontro tra i sindaci del Parco Nazionale del Gargano per discutere sul Piano degli Abbattimenti degli abusi edilizi nell'Area Parco. Dopo l'incontro, è stato diffuso uno stringato comunicato stampa, da cui emerge che si è ancora in una fase primordiale. Dall'incontro è emerso, infatti, che
La questione di Torre Mileto è ora approdata anche sul quotidiano l'Attacco, un giornale distribuito nella Provincia di Foggia. Finalmente, dopo anni di silenzio da parte dei giornali, si torna a parlare sui quotidiani dell'abusivismo di Torre Mileto e della mancanza di interventi seri e concreti da parte delle Istituzioni competenti, che fin'ora nulla hanno fatto. Questi sono i primi effetti del blog, che da mesi sta affrontando
Una delle tante case rimaste incompiute sull'Istmo Schiapparo
Si è tenuta questa mattina (19 dicembre, ndr), presso la sede del Parco Nazionale del
Gargano, la riunione dei sindaci del Parco sul piano abbattimenti degli
abusi edilizi, concordata con il Presidente dell’ente, l’Avv. Stefano
Pecorella. Alla riunione hanno preso parte anche i dirigenti degli
uffici tecnici dei comuni e i responsabili della struttura tecnica
dell’ente Parco. Al termine dell'incontro, è stata concordata la diffusione della nota come di seguito.
“La situazione è complessa, delicata e va affrontata con responsabilità,
serietà e
innanzitutto la ringrazio per averci prestato attenzione.
Lei è l'unico, tra gli esponenti del consiglio comunale, (insieme all'ass.
Vigilante) che è intervenuto sul blog, e che ha commentato la nostra proposta e questo è d'apprezzare.
Condivido in pieno il suo appello rivolto al Presidende del
Parco Nazionale del Gargano, l'avv. Stefano Pecorella. Sarebbe bello che
Il consigliere comunale Giuseppe Ritoli (Forza Italia) è nuovamente intervenuto, facendo nella parte finale del suo commento un vero e proprio appello al Presidente del Parco Nazionale del Gargano. Vi riporto di seguito l'intervento integrale del consigliere Ritoli. Nelle prossime ore seguirà la mia risposta.
A circa un chilometro dal mare di Torre Mileto, in un
uliveto secolare del Parco Nazionale del Gargano, è immerso un ecovillaggio,
noto come il "Giardino della Gioia", nato nel 2010 dalla volontà di una
erede dei terreni su cui sorge il villaggio, di "abbandonare gli schemi
cittadini, e ritornare alla natura, condividendo la vita in ambito comunitario
e ricercando una dimensione interiore profonda".
Risalgono al 28 ottobre scorso le due ordinanze, una di sgombero e l'altra di demolizione, firmate dal responsabile del Terzo Settore del Comune di Lesina, Raffaele Bramante.
Sono numerose le ordinanze di demolizione prodotte dal comune di Lesina in questi anni, ma
Il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, l’Avv. Stefano Pecorella, ha convocato i sindaci dei comuni del Parco e i responsabili degli uffici tecnici comunali ad tavolo tecnico per un’accelerazione delle procedure dei fondi per il Piano degli Abbattimenti in area protetta, il prossimo 19 dicembre.
“Continua
l’azione dell’Ente di tutela e valorizzazione del patrimonio
paesaggistico
Mentre il comitato "Salviamo l'Istmo e la Sacca Orientale" scrive al sindaco di Lesina e all'assessore comunale all'ambiente Trombetta, il Consorzio Istmo scrive ai suoi associati per il pagamento dell'annuale quota di trenta euro e per riferire quelle che sono le ultime novità.
Il 16 ottobre scorso, una delegazione dell'Associazione Consorzio Istmo ha incontrato il sindaco di Lesina, Pasquale Tucci,
In campagna elettorale Gualano
e Vigilante erano venuti a Torre
Mileto
Non per essere puntiglioso, ma io non ho ancora capito quale sia la posizione dell'amministrazione sannicandrese sulla proposta del blog (leggi), per riattivare la convenzione del 2005 stipulata tra Lesina e San Nicandro, per la gestione congiunta dell'Istmo Schiapparo. Il consigliere comunale Giuseppe Ritoli è intervenuto, ribadendo la sua idea per la costituzione di un consorzio tra i due comuni (e come idea non è male), però nulla ha detto sull'idea del blog. Ritoli ha anche aggiunto che se il sindaco Gualano non ha ancora risposto all'appello del blog, è perchè probabilmente è indaffarato per l'avvio della raccolta differenziata a San Nicandro. In tutto questo gran da fare, però, la giunta guidata da Gualano ha trovato il tempo per
Mentre la Eden V, il mostro ambientale di Lesina, continua a consumarsi nel mare del Gargano, con il quale è diventato parte integrante, c'è chi è ancora convinto che il relitto si possa rimuovere.
L’Avv. Stefano Pecorella, presidente del Parco Nazionale del Gargano, con una nota ufficiale indirizzata al Ministro dell’Ambiente, alla
Regione, alle amministrazioni locali e alle associazioni ambientaliste, ha chiesto un tavolo di confronto sull’annosa questione del relitto abbandonato sul litorale di Lesina.
Il comitato "Salviamo l'Istmo Schiapparo e la sacca Orientale" è tornato a scrivere al sindaco di Lesina, Pasquale Tucci, giunto ormai agli ultimi mesi del suo mandato amministrativo. "Gent.mo Signor Sindaco Tucci,
sono trascorsi più di quattro anni dalla data del Suo insediamento nel
palazzo comunale lesinese e se volessimo fare un sunto dell'operato del
lavoro amministrativo prodotto da Lei
Con delibera di Giunta comunale n. 15 del 12/11/2013, il sindaco e
gli assessori del comune di San Nicandro Garganico hanno inteso
aumentare le proprie indennità di funzione di oltre il 40%.
In tutta verità, tale aumento è solo un ripristino della situazione
antecedente al mancato rispetto del Patto di Stabilità. Tuttavia stride
fortemente con le promesse, fatte in campagna elettorale dal sindaco
Gualano, di ridurre al massimo possibile i costi della politica e,
addirittura, di azzerare la propria indennità di carica.
Nel 2008, l'allora giunta Squeo, nonostante il già vigente decremento
del 10%,
Il consigliere comunale Giuseppe Ritoli, è intervenuto nella vicenda che riguarda la mancata risposta da parte del sindaco Gualano e del Movimento Politico Schittuli all'appello diffuso dal blog. Il consigliere Ritoli è tornato a parlare di un consorzio tra Lesina e San Nicandro per la gestione congiunta dell'Istmo. La sua idea è molto vicina alla nostra. Una collaborazione tra i due comuni sembra al momento una delle soluzioni più immediate e concrete.
E' trascorso ormai un mese dall'appello del blog, che è stato diffuso da tutte le testate giornalistiche sannicandresi (e quindi non è potuto passare inosservato), rivolto al sindaco di San Nicandro e alla sua amministrazione, ma né Gualano né un esponente della sua maggioranza ha dato una risposta.
Eppure la questione dell'insediamento abusivo di Torre Mileto è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Gualano e del Movimento Politico Schittulli. Entrambi avevano
I balordi sono tornati. In queste settimane, come accade ormai tutti gli
anni, i ladruncoli da quattro soldi sono tornati a "fare visita" in
alcune villette dello Schiapparo. Come è risaputo, dopo il mese di
agosto, l'Istmo si svuota completamente di gente, diventando un
villaggio completamente disabitato, e questi ladruncoli hanno la piena
libertà di entrare nelle case delle persone, per rubare tutto ciò che
gli occorre. Ma il danno non è tanto il bottino del furto. Ormai i
proprietari delle case (ovviamente quelli che ne hanno la possibilità),
al termine della stagione estiva, si portano in paese i gruppi
elettrogeni, i
Conosciamo il terrotorio. Ecco un interessante articolo della rubrica "Torre Mileto e dintorni" di Emilio Panizio, del giornale sannicandro.org.
"Anche in vacanza può capitare che la vostra fidanzata sia un
filo depressa. Se sfortunatamente dovesse essere questo il vostro caso,
consigliamo una visita al locale cimitero. Esso è situato poco fuori l’abitato,
sulla provinciale che porta al lago.
Il momento migliore è il primissimo
pomeriggio. Diciamo subito dopo pranzo, quando il custode dorme. Assicuratevi
che non vi siano funerali in atto e che la temperatura non sia inferiore ai 40°
celsius. Entrate dal magnifico cancello in ferro battuto color verde speranza.
O da uno degli accessi laterali altrettanto magnifici. Avviatevi lungo il viale
centrale lastricato di pietre autentiche, che rappresenta il nucleo originario
del complesso architettonico. Camminate lenti.
Ancora strali su Torre Mileto da parte di Legambiente. Nel dossier
“Mare Mostrum” di quest’anno si legge del villaggio abusivo di Torre
Mileto che è sempre posizionato al quinto posto nella top5 degli scempi
italiani. Infatti si legge che il villaggio costruito negli anni 70 è
completamente abusivo e si estende per circa 10 chilometri sulla fascia
di terra che separa il lago di Lesina dal mare. Sono ben 2.800 le case,
tra le quali non mancano quelle di esponenti istituzionali, che dalla
sabbia sono sorte per miracolo, senza fondamenta e rete fognaria. La
Regione Puglia nel 2009 aveva approvato una delibera per l’abbattimento
di circa 800 di queste costruzioni, quasi tutte ormai abbandonate da
tempo, ma a distanza di 4 anni di ruspe nemmeno l’ombra. Una notizia che si ripete da anni e sulla quale Legambiente fa
pressione per poter avviare le demolizioni tanto auspicate e
insistentemente richieste.
Ma perché Legambiente non interviene presso gli enti preposti e,
innanzitutto, presso la Regione Puglia per mettere fine alla vicenda?
Sì, è vero, ci sono 2800 costruzioni abusive. Demolirle non
significherebbe rovinare e deturpare definitivamente quel territorio con
inevitabili danni al suo eco-sistema ambientare (mare – lago)? Quei
milioni di tonnellate di cemento rimarrebbero sicuramente sempre su quel
territorio (come già successo per quelle costruzioni già abbattute con
tutto il materiale di risulta ancora lì presente quasi come deterrente
agli abusi. Se ora l’istmo è un eco mostro, con le abitazione demolite
come dovrebbe essere definito? Non sarebbe meglio, anche da parte di
Legambiente, trovare una soluzione affinchè quel territorio possa
trovare una “sistemazione ambientale” definitiva? Legambiente ha
perfettamente ragione quando parla di abusivismo, ma, come si dice, la
fritatta è fatta. A questo punto meglio recuperare quel territorio che
(e questo Legambiente lo sa) doveva essere protetto prima dagli enti
preposti a farlo ma che gli stessi hanno contribuito a farlo diventare
quel mostro, come definito dagli ambientalisti.
Perché con i due comuni interessati (Lesina e San Nicandro), con le
associazioni che si occupano della vicenda, Legambiente non apre un
tavolo di lavoro alla Regione Puglia per chiudere questa vicenda che
dura da decenni? C’è un Pirt già presentato e quasi certamente ne verrà
presentato un altro. Pare che la Regione voglia dare il suo contributo
per definire il tutto. E allora? Basterebbe una cabina di regia, un
impegno maggiore da parte di tutti e la volontà di arrivare ad un
obiettivo: salvare tutto quello che si può salvare e impedire altri
abusi. Converrebbe a tutti, basto solo volerlo.
Vi riporto un articolo a firma di Matteo Caruso, del giornale Sannicandro News, che riguarda l'incontro tenutosi all'Orchidea nel maggio scorso, organizzato dal Movimento Politico Schittuli con il sindaco Gualano, allora in campagna elettorale. Tutti i presenti erano d'accordo sul fatto di voler risolvere i problemi dell'Istmo, però ancora nessuno si è degnato di rispondere all'appello partito dal blog e rivolto al sindaco Gualano e alla sua amministrazione. Buona lettura.
Ha avuto luogo domenica, 12 maggio 2013, l’attesa conferenza su
“Salviamo l’Istmo” presso il bar “Orchidea” a Torre Mileto, iniziativa
organizzata dal Movimento politico “Schittulli” di San Nicandro
Garg., grazie al dinamismo di Nico Vigilante, coordinatore cittadino.
Tanti gli intervenuti, uomini e donne in possesso di una casa sulla zona
di Torre Mileto. Al tavolo degli ospiti erano presenti: il candidato
sindaco Gualano Pier Paolo, Nico Vigilante, il prof Colucci Raffaele, il
prof Ritoli Giuseppe, e l’avv. Angelo Ruberto.
Nico nel salutare i
presenti augura che “L’annoso problema possa veramente trovare una via
d’uscita”.
L’avv. Ruberto, esperto in demanio marittimo, già ufficiale di
Capitaneria di Porto a Pescara e Manfredonia, illustra, in base alla sua
esperienza personale i termini della complicata questione, indicando le
possibili soluzioni circa una possibile sanatoria dell’abusivismo a
Torre Mileto.
Il prof Colucci traccia un interessante excursus della vertenza
confinaria tra Lesina e San Nicandro, fin dalle origini (1810),
suggerendo la strada più praticabile per la risoluzione.
Interviene anche il dott Vincenzo Monte, ex sindaco di San Nicandro,
evidenziando quanto fatto in prima persona quale amministratore, per
addivenire ad un accordo giusto con Lesina sui confini e sulla
possibilità di avere l’allaccio dell’energia elettrica.
E’ la volta del prof. Ritoli, il quale propone di andare oltre
l’intricata e annosa vertenza, avanzando l’ipotesi di dare vita a un
consorzio tra i due comuni, Lesina e San Nicandro. “La questione dice è
politica- giuridica ed economica, ma considerato gli scarsi risultati,
si potrebbe trovare uno sbocco positivo con la richiesta di
finanziamenti statali ed europei, fondi FSR, stanziati per il recupero
di insediamenti abusivi, e quale esperto, dichiara, di questo settore,
posso dare il mio contributo”.
Conclude il candidato sindaco Gualano, il quale dichiara il suo apporto e
lo farà "come avvocato, a prescindere dall’esito elettorale”. Chiede
altresì. agli intervenuti, perché dopo 30 anni e passa di attività di
varie associazione, tutto sia rimasto fermo.
Prende la parola una signora, Maria, originaria di San Nicandro,
emigrata a Milano, la quale dice “Vivo qui a Torre Mileto, con una
figlia, che ha bisogno del clima salubre”. Appassionata, grida tutta la
sua rabbia “I sindaci precedenti ci hanno detto solo balle , non si è
fatto nulla, quel poco lo abbiamo fatto noi donne con le nostre forze,
senza soldi, aggiustando la strada, stiamo pagando solo tasse, sui
rifiuti che non si raccolgono e sulla casa, mentre siamo senza servizi,
né luce, nè acqua. E’ ora di finirla (applausi dal pubblico). Siamo
abbandonati al nostro destino”.
Conclude Luigi Gorgio, storico protagonista di tante lotte con
petizioni e interrogazioni a tutti i livelli, anche lui sconfortato
visto l’inutilità di tanti sacrifici.
“Paghiamo solo tasse a Lesina”.
A conclusione, dice Nico Vigilante “Garantiamo, come movimento
Schittulli il nostro impegno per questa questione, qualunque sia il
sindaco di San Nicandro".
Non è mancato un rinfresco, ben accolto.
Erano veramente poche le persone a conoscenza della convenzione (rimasta in grandissima parte inattuata) stipulata tra San Nicandro Garganico e Lesina nel 2005 per la gestione comune dell'Istmo Schiapparo. I pochi che erano a conoscenza di questo documento, l'avevo ormai dimenticato come d'altronde l'hanno dimenticato i nostri amministratori. Come abbiamo visto, la convenzione non ha una scadenza (secondo l'articolo 6), o meglio cessa nel momento in cui tutti gli obbiettivi e gli interventi, riportati nella convenzione, verranno portati a termine. E considerato che nessuno di tali interventi sono stati attuati dal 2005 ad oggi, la convenzione è ancora più che valida.
Quindi se vogliamo vedere risolti almeno una parte dei tanti problemi, dobbiamo sperare che i due comuni si mettano d'accordo per mettere in pratica questa convenzione. Il sindaco di San Nicandro, Pier Paolo Gualano, ha dichiarato sia in campagna elettorale e sia durante l'incontro del Comitato "Salviamo l'Istmo", che è sua intenzione risolvere le problematiche legate all'Istmo Schiapparo. La sua idea sarebbe quella di effettuare una sorta di passaggio di proprietà dell'Istmo da Lesina a San Nicandro, anche se questo processo di "cambio di proprietà" lo vedo davvero difficile e lungo da attuare. A mio avviso, basterebbe mettere in pratica gli interventi riportati dalla convenzione per risolvere gran parte dei problemi, tipo quello della rete stradale, della pubblica illuminazione, della pubblica sicurezza, e non dimentichiamo che nella convenzione è prevista anche l'attuazione in tempi celeri del Pirt, che è lo strumento in grado di azzerare tutti i problemi della zona.
Quindi il sindaco Gualano, se ha davvero a cuore la questione dell'Istmo, potrebbe rispolverare la convenzione e portarla all'attenzione dell'amministrazione di Lesina, dove a maggio ci saranno le elezioni, ed è risaputo che nei mesi che precedono la campagna elettorale gli amministratori diventano tutti un pò più buoni. Dal blog quindi chiedo al sindaco Pier Paolo Gualano e a tutta la sua amministrazione, di prendere l'impegno, e non solo a parole, di spronare il Comune di Lesina per mettere in pratica la convenzione. Se i nuovi amministratori sannicandresi sono persone coerenti che mantengono la parola, come spero, lo faranno sicuramente. Attendiamo una replica dal Sindaco Gualano.
Il 12 agosto del 2005, il consiglio comunale di San Nicandro, con il sindaco Marinacci, si riunisce in una seduta urgente e straordinaria, nel bel mezzo del periodo di ferragosto (proprio quando a Torre Mileto si registra la massima presenza di persone), per approvare una convenzione tra San Nicandro e Lesina per la gestione congiunta dell'Istmo Schiapparo. Una convenzione definita da molti "storica" in quanto considerata l'inizio di un discorso positivo fra i due comuni, che come abbiamo visto sono in causa, di fronte al Commissario degli Usi Civici di Bari, per la definizione dei confini dell'Istmo. Questa convenzione è partita da una proposta di Nicandro Marinacci, il quale, nel maggio dello stesso anno, scrisse una lettera a Giovanni Schiavone, l'allora sindaco di Lesina, invitandolo a collaborare insieme per la gestione dei servizi sull'Istmo. La convenzione, che venne votata anche dall'attuale presidente del Consorzio-Istmo, Nicola Grifa, a quel tempo consigliere comunale (il quale non ha mai avuto l'accortezza di rispondere alle mie domande su questa e altre questioni), prevedeva diverse opere per l'Istmo:
l'istituzione di un posto mobile di Pronto Soccorso estivo;
un presidio estivo composto da vigili urbani sia di Lesina e sia di San Nicandro per garantire la pubblica sicurezza;
il potenziamento dei punti di raccolta dei rifiuti urbani;
la depurazione e trattamento delle acque reflue;
il miglioramento della rete stradale e la creazione della pubblica illuminazione;
iniziative di accelerazione delle soluzioni individuate dal PIRT per il recupero dell'insediamento abusivo (anche se sul Pirt sono un pò scettico).
Insomma, si tratta di proposte davvero ambiziose, ma che non sono state mai realizzate.
C'è da specificare che questa convenzione non ha una durata prestabilita, ma "potrà cessare al raggiungimento della finalità per la quale essa è pensata e sottoscritta", si legge all'articolo 6 del documento. Questo significa che la convenzione è ancora valida, in quanto non tutti gli obbiettivi sono stati attuati. Di conseguenza qualcosa si potrebbe ancora fare. Il sindaco di San Nicandro Garganico, Pier Paolo Gualano - che ha dimostrato di voler risolvere le problematiche legate alla zona Schiapparo - potrebbe proporre all'attuale sindaco di Lesina o al nuovo sindaco, che verrà eletto il prossimo maggio, di rispolverare questa convenzione e portare a termine tutti gli obbiettivi fissati, magari aggiungendone un altro: la pulizia annuale della spiaggia. Che ne pensate?
Nel marzo del 1990, l'allora Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Franco di Giuseppe, inviò una nota al Consorzio-Istmo, per informare che la Regione Puglia aveva finanziato una somma di cento milioni di lire al Comune di Lesina, per la realizzazione del sistema di illuminazione pubblica sulla strada principale dell'Istmo Schiapparo. Probabilmente sono poche, anzi pochissime, le persone che erano a conoscenza di questo finanziamento, anche perchè parliamo di un fatto accaduto oltre vent'anni fa. Fatto sta che sui quei cento milioni di lire non si è ancora riusciti a "fare luce". Dove sono andati a finire i cento milioni di lire? Se non sono stati spesi per la pubblica illuminazione dell'Istmo, che cosa ne ha fatto Lesina?
Come ormai è noto, diverse società immobiliari risulterebero proprietarie di parte dei terreni dell'Istmo Schiapparo. Non parliamo di un paio di società, ma di ben sei società. Una linguetta di sabbia lunga 10 km appena e larga 300 metri, in mano a sei società e due comuni, Lesina e San Nicandro Garganico. A sentirlo, nessuno ci crederebbe.
Innanzitutto, è bene sfatare il mito della società chiamata 'fantasma' che avrebbe in mano un progetto per l'Istmo. Questa società ha un nome e cognome: si chiama Lesina Finanziaria srl, che ha redatto il PIRT, come vi ho già detto in un post precedente. Le altre società sono: Belmare, Blanchet, Lesina Finanziaria, IFIS, SIATI e la Lacmar. Nel primo post dedicato alle società dell'Istmo, vi avevo citato la società Laemar, specificando però che il nome, che avevo letto su una risposta a un'interrogazione parlamentare di Marinacci, era probabilmente sbagliato. E, infatti, è emerso che si tratta della società Lacmar e non della Laemar.
Foto dell'Aeronautica Militare Italiana, 1956
Qualche rigo va speso anche per la SIATI srl (Società Industriale Acquisti Trasformazioni Immobiliari), che ha sede - stento ancora a crederci - alla Foce Sant'Andrea, nel bel mezzo del Bosco-Isola. La foce di sant'Andrea era un canale (come quello dello Schiapparo) che ormai è completamente interrato, e che si trova nei pressi della torre Scampamorte, sempre nel Bosco-Isola. L'immagine sopra, aiuta meglio a individuare la zona. Come sia possibile che ci sia una società immobiliare che ha la sede legale in un bosco disabitato del Parco Nazionale del Gargano non lo so proprio.
Ora abbiamo finalmente sciolto tutti i nodi sui nomi delle società, che hanno finalmente un nome. Ovviamente, questo non è un traguardo, ma solo il punto di partenza. Siamo solo all'inizio.
"Con San Nicandro Graganico non abbiamo alcuna questione annosa che non può essere risolta. La soluzione è a portata di mano". Ricordate chi ha pronunciato queste parole? E' stato l'attuale sindaco di Lesina, Pasquale Tucci, in occasione della pulizia della spiaggia di Torre Mileto organizzata con il comune di San Nicandro Garganico due anni fa, in una domenica di giugno 2011. In quell'occasione, opportunamente documentata con dei video caricati su You Tube, volavano sorrivi, abbracci, e parole di apprezzamento tra il sindaco di Lesina e l'allora sindaco di San Nicandro, Vincenzo Monte. Andavano d'amore e d'accordo, o almeno così hanno lasciato intendere.
Ma tra le tante dichiarazione rilasciate dal sindaco di Lesina ai cittadini che facevano domande sul PIRT e sulla raccolta dei rifiuti, c'è un tasto che non è stato toccato o almeno si è cercato di sviare la questione, anche perchè non siamo tutti (e mi tiro in ballo anche io) informati appieno su ciò che succede a Lesina, e questa disinformazione gioca un punto a favore per i nostri amministratori. La loro filosofia è che meno sai, meglio è. Ma noi siamo qui proprio per spazzare via questa disinformazione (e le chiacchere molto diffuse allo Schiapparo) e cercare di capire cosa accade in quel di Lesina mentre la gente attende, fin'ora invano, che si sistemi qualcosa. Il tasto intoccato dai due sindaci è la Vertenza Istmo-Schiapparo, la causa 'centenaria' che riguarda la determinazione dei confini territoriali dell'Istmo Schiapparo tra il comune di Lesina e il comune di San Nicandro Garganico, e dove sono coinvolte anche le varie società che risultano proprietarie di una parte dei terreni dell'Istmo (su cui abbiamo già parlato, e su cui tornerò a parlarvi).
Il consiglio comunale di Lesina, il 12 marzo 2011, (quindi qualche mese prima che fosse organizzata la pulizia della spiaggia) adottò una delibera invitando il comune di San Nicandro Garganico a porre fine "all'annosa vertenza demaniale pendente innazi al Commissario degli Usi Civici di Bari accettando la definizione degli attuali confini territoriali, al fine discongiurare uleriori lungaggini giudiziarie e aggravi di spese di lite". Lo stesso assessore Trombetta (l'ex sindaco di Lesina che voleva demolire Torre Mileto, oggi assessore all'urbanistica) ha definito la questione 'annosa', ma il sindaco Tucci qualche mese dopo dirà, davanti alla gente, che di questioni annose non c'e ne sono.
Il 29 settembre dello stesso anno, (e quindi dopo la pulizia della spiaggia) il consiglio comunale di San Nicandro Garganico, con il sindaco Monte, si riunisce e risponde picche al comune di Lesina, considerando la proposta irricevibile per ragioni storiche.
Insomma, mentre, in quella domenica soleggiata di giugno, i due sindaci si abbracciavano, si sorridevano e si stringevano la mano, San Nicandro stava per respingere di lì a poco la transazione proposta da Lesina e continuare con "l'annosa" vertenza. Tutto in onore dell'amicizia e della stima che c'era tra i due sindaci, che dissero di aver aperto anche un tavolo di confronto, il cui esito non è ben noto, ma che possiamo dedurre sia stato negativo.
Mentre i telegiornali nei giorni scorsi trasmettevano le immagini sull'addrizzamento della Costa Concordia all'Isola di Giglio, lungo la costa del Bosco-Isola, nel Comune di Lesina, giace abbandonata la Eden V, la nave che si arenò misteriosamente nel lontano 1988. La Eden V, dopo 25 anni, è ormai diventata un relitto che si è intregato con la natura, ovviamente contaminandola. Nel 2006 la Provincia di Foggia mise in vendita la nave, che fu acquistata dalla ditta Incelli Alessandro di Frosinone che avrebbe così provveduto alla rimozione del relitto. Ma mentre si andò a tagliare la poppa, si riversò nel mare una sostanza oleosa contenuta nei conteiner che si trovavano sulla nave. Si parlò di disastro ambientale, ma le Istituzioni cercarono ovviamente di minimizzare l'accaduto.
E se Manfredonia è riuscita a intercettare dei fondi europei per la costruzione del nuovo porto turistico (inaugurato a luglio, e che ha devastato un altro tratto di mare) per rimuovere il relitto della Eden V, che si trova nel Parco Nazionale del Gargano, non si è mai riusciti a trovare una copertura economica. Per distruggere le coste i soldi si trovano, ma per bonificarle invece no.
La Eden V è un mostro ambientale, che rappresenta un fallimento per le Istituzioni (ma anche per le associazioni ambientaliste) che hanno cercato di nascondere la questione, approfittando del fatto che quel tratto di spiaggia di 15 km è difficile da raggiungere e quindi poco frequentato, ma che rappresenta una meravigliosa riserva naturale, una delle poche rimaste intoccate (o quasi) dall'uomo. La condanna di naufragio colposo che il Tribunale di Lucera ha cercato di far notificare al capitano della nave a poco è servita, anche perchè - come lo stesso giornalista Gianni Lannes fa notare in una sua inchiesta sulla nave - nella condanna viene scritto che Beirut, la capitale del Libano dove risiedeva il capitano della nave, si trova in Algeria. Un paradossale errore. E chi spera ancora che presto o tardi quella nave verrà rimossa è un illuso, un sognatore. La rimozione della Eden V è ormai irrealizzabile, considerato che la nave è completamente arrugginita e in parte insabbiata nel mare. A farla scomparire ci penserà il mare, che in parte la sta inghiottendo e in parte la sta sbriciolando in una polvere di ruggine che si riversa ogni giorno sulla spiaggia circostante e nel mare, contaminando quel seggestivo tratto di spiaggia che fa parte del Parco Nazionale del Gargano. Un tratto di spiaggia condannato ad un triste destino perchè è completamente abbandonato dalle Istituzioni, da tutte le Istituzioni.
Come già più volte dichiarato,
l’idea di un sistema turistico che ha portato alla nascita
dell’Associazione degli Operatori Turistici di Torre Mileto rappresenta
un fatto importante. Ma questo deve essere solo l’inizio di un percorso
che deve avere come obiettivo lo sviluppo turistico di quel territorio.
Si vuole sperare che
l’amministrazione comunale farà la propria parte, oltre che sulle
osservazione relative piano paesaggistico comunale e sull’assessorato al
turismo della Regione Puglia, anche sulle iniziative che l’Associazione
degli Operatori turistici appena costituita dovrà prendere per
raggiungere gli obiettivi prefissati e cioè costruire e progettare un
futuro possibile per quel luogo.
Perché non prendere come esempio
l’iniziativa delle Isole Tremiti che, alla prossima Borsa Internazionale
del Turismo di Milano si presenterà da sola con un proprio stand? Gli
operatori economici delle Tremiti hanno deliberato in tal senso di
concerto con l’amministrazione comunale.
Si sa benissimo che le isole
Tremiti non sono Torre Mileto, ma se gli isolani si muovono vuol dire
che vogliono recuperare un po’ del mercato turistico perduto. Noi che,
invece dobbiamo costruircelo il mercato turistico, a maggior ragione
dovremmo partecipare alla Bit di Milano con la nostra offerta dei beni
culturali presenti sul territorio facendo leva anche
sull’enogastronomico.
Quella di Milano, che normalmente
si svolge a febbraio, è la massima vetrina per tutte le agenzie
turistiche e tour operator nazionali ed internazionali. E se proprio non
fosse possibile imitare Tremiti con un proprio stand, almeno far parte
del grande stand che allestirà la Regione Puglia. Certamente anche il
Parco Nazionale del Gargano e la Provincia di Foggia saranno presenti.
Se sì, è importante esserci come Associazione Operatori Turistici di
Torre Mileto.
Sarebbe un vero scandalo se i
responsabili della programmazione turistica (assessorato provinciale e
regionale al Turismo) non riservassero uno spazio dedicato al nostro
territorio ed ai luoghi che vale la pena di visitare.
Facciamo, quindi, presto a
presentare le nostre proposte agli enti competenti che, comunque, sono
in debito verso San Nicandro per la leggerezza dimostrata in
quell’opuscolo scandalo in cui si diceva che le spiagge del Gargano
iniziano da Capoiale ignorando del tutto Torre Mileto.
Se poi è tutta una questione di
peso politico, tastiamo la credibilità del nostro territorio nei
confronti dei suoi rappresentanti nazionali, regionali e provinciali.
Oggi non voglio turbare il vostro stato d'animo con i miei post. Oggi vi propongo un delizioso racconto dedicato alla spiaggia dello Schiapparo, scritto da Rebecca Lena. Buona lettura!
[sottofondo consigliato per la lettura]
"Per quanto tempo ho affondato il viso nella sabbia?
Mi rialzo lentamente e comincio a
definire i contorni delle cose. Una striscia infinita davanti. Chiara e
levigata dalla brezza. C’è anche il mare silenzioso a destra, a pochi
passi; verso sinistra invece, un muro di dune e di tamerici costeggia il
bordo di questa spiaggia. Deve essere abbandonata.
Si sente solo lo scoppiare delicato della
schiuma sul ventre sabbioso. È un silenzio pacifico, ma turbolento.
Pare sospeso, come se l’aria fosse densa come il vetro. Quando invece,
al suo interno, infinite nubi di elettroni ronzano freneticamente
intorno ai loro nuclei. Universi microscopici e sconfinati che tremano
di tensione, o di paura, per una nuova enorme deflagrazione.
Ma s’illudono. In questa spiaggia nulla si muove, se non lo vuole il Vento di terra.
Giacciono tronchi immensi, enormi
bestie stremate dai miasmi della Controra; corpi scoloriti e mummificati
dal sole; poi ci sono lavatrici incrostate, bottiglie di qualunque
tipo, gomme di bicicletta, reti e scarpe. Tantissime scarpe aride e
scompagnate.
Camminare è un continuo scavalcare questi
resti solitari. Per quale motivo si trovano qui? Sono talmente tanti.
Si direbbe quasi che là sotto, proprio negli abissi, una civiltà
sottomarina si stia evolvendo velocemente.
Credo che sia il caso di correre. Non
ho fretta, ma semplicemente desiderio. E poi con tutti questi relitti
da saltare, con una corsa è molto più semplice. Comincio la mia marcia,
un piede sul tronco, l’altro sulla tavola scolorita, poi di nuovo la
sabbia rovente. Cumuli di conchiglie stridono, sghignazzando al mio
passaggio.
Ogni tanto qualcosa d’improvviso sguscia via da sotto i miei piedi.
Lucertole.
Un tempo erano bestie notturne, gelate
come albori lunari d’inverno; fino a quando una mattina, quasi per caso
non conobbero il Sole.
Adesso, alzano lentamente il muso sottile
e inebriato ogni qualvolta odano il Vento di terra, l’amato soffio
bollente che da lontano inizia a bruciare le cime delle tamerici. Lo
bramano esaltate, in attesa di esserne travolte.
C’è qualcosa nell’aria, sembra un
ritmo che risuona insieme ai miei salti. Mi spinge a correre ancora più
in fretta e in un attimo mi sembra quasi di planare.
Questi battiti densi mi percuotono la
testa, aumentano. Pare un frullio ovattato d’ossa, sbriciolate e
sfregate, dentro la mano chiusa di un gigante.
Ma aspetta.
C’è qualcosa che brilla laggiù, a
sinistra, sulle radici di quella pianta. Sfolgora immobile, un bianco
accecante, più chiaro di tutte queste bottiglie squagliate. Mi avvicino.
Non posso ignorarlo. Le sue forme allungate, forse…
Sì, è proprio un osso.
Probabilmente di cane, una zampa.
Ma è cavo. Che strano, non ne avevo mai visti di così particolari: talmente candido, come se fosse stato lucidato.
La tentazione è forte e ne porto un’estremità vicino alla bocca.
Con un filo di respiro provo a farlo fischiare.
Eccolo: è acuto. Un gridolino che fa rabbrividire; fila via come fumo dal suo becco affusolato.
Ricomincio la mia corsa, stavolta il
ritmo è più profondo, vibra nei miei salti e nel crepitio che ne
provocano su questi oggetti naufraghi. Le cassette di polistirolo si
fracassano. I rami bruciati si screpolano.
Planando nell’aria afosa, lo sento sconquassare le mie vene: fiumi in piena dentro cannucce sottili.
Mi vedo una bestia veloce che solleva
nubi di polvere; e quell’ammasso antico oramai frantumato dal calpestio
eterno del Tempo, si spande nell’aria, lasciando un velo luminoso
proprio dietro il mio passo.
Con un flauto macabro in mano, ogni tanto lo faccio sibilare, a scandire tempi indefiniti su questo battito di ossa.
Forse sono proprio le mie che sfregano.
Le mie costole che sbattono fra loro. E il fischio del flauto si aggrega
contrastando quel suono; sembra quasi richiamare un segnale, un codice
sonoro di una danza funebre.
Il ritmo pompa più sangue, così che
la corsa acceleri. L’osso continua il suo grido; il mare, la spiaggia,
le tamerici cominciano a fondersi in strisce omogenee, tale è la mia
velocità che nulla più riesco a distinguere.
Le mie gambe non rispondono, sembrano avere una loro coscienza frenetica.
Sono una creatura inarrestabile.
Nastri veloci: d’azzurro, bianco, verde,
scorrono intorno rapidi. Mi accolgono in un baratro di cui non si vede
mai la fine. Forse ho paura. Vorrei fermarmi. Non è più una corsa,
adesso mi pare di cadere.
Attraverso il vento caldo che mi plasma ogni
parte del corpo. Cambia la mia forma. La pelle sembra ribollire. La
caduta è inarrestabile, e io ne sono la vittima. L’insetto dentro le
fauci molli e roventi. Precipito liberamente, i colori si fondono tra
loro in un bianco latteo. Assoluto. Sento i profili appiattirsi, il
corpo regredire e un odore nell’aria comincia a perforarmi le narici.
Qualcosa si avvicina laggiù, anche se sono io che gli vado incontro. E
questo è il suo odore, ne sono sicuro; pungente e legnoso, a tratti
acido. Sempre più intenso, come la mia caduta. Urta sulla pelle
levigata, quel fetore, quasi fosse solido. Entra dentro il corpo,
scarnificandolo. Ormai ci sono quasi. Lo vedo definirsi, anche se le sue
forme sono abbozzate e asimmetriche. Un ombra dai colori spenti.
Eccolo.
Mi si para davanti, improvvisamente.
Tutto si ferma. La spiaggia, il mare e le tamerici sono ancora intorno.
Mondi silenziosi e immobili.
A pochi centimetri dal suo muso posso
percepirne ogni particolare. Questo odore, lo conosco bene.
L’odore di
un morto, arido sotto il sole.
Il delfino decomposto mi aleggia davanti,
con lo sguardo disfatto, il muso storto e schiacciato. La sua carne
cotta mi fissa. È qui per accogliermi. Il guardiano, dal sorriso
pacifico. L’odore antico, diventa anche il mio.
A seguito dell'esito negativo dell'incontro tenutosi lo scorso 13 settembre tra il sindaco di Lesina e quello di San Nicandro Garganico, il Comitato ha scritto una lettera dai toni duri al sindaco di Lesina, Pasquale Tucci, che vi riporto integralmente qui di seguito.
"Comitato “Salviamo l'Istmo Schiapparo” Via 1° Boschetto, 36 - 71015 San Nicandro Garganico (FG)
- Al Sindaco del Comune di Lesina 71010 LESINA (FG) - Al Presidente della Repubblica Giorgio napoletano Presidenza della Repubblica 06100 R O M A - Al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola 70100 B A R I - Alla Commissione Tributaria Provinciale di Foggia Via Monsignor Armando Fares, 19 71100 FOGGIA - All’Intendenza di Finanza (Ufficio delle Entrate) 71100 FOGGIA
OGGETTO: A) regolarizzazione immobili siti sulla zona ISTMO/SCHIAPPARO di Torre Mileto installazione opere urbanizzazione primarie
Egregio Sindaco del Comune di Lesina (FG), in riferimento alla
trattativa tra Lei e il Sindaco di Sannicandro Garganico, occorsa il 13
settembre u.s., per ridefinire i termini dei confini fra i due Comuni si
è visto l'esito negativo della stessa trattativa, dove Lei ha impedito
il trasferimento, della striscia del territorio ISTMO/SCHIAPPARO di
Torre Mileto, dal Comune di Lesina al Comune di Sannicandro Garganico.
Da quanto sopra si evince che lo ha fatto soprattutto per questione di
interesse economico (la striscia dell'Istmo/Schiapparo produce denaro
fresco per le casse del suo Comune, con l'IMU e la TARES), senza fare
(o dare) NULLA in cambio per gli immobili della zona sopra indicata.
A noi, possessori degli immobili del sito ISTMO/SCHIAPPARO di Torre
Mileto, che la gestione amministrativa/contabile sia del Comune di
Lesina o di Sannicandro G.co non fa nessuna differenza. L'importante per noi è che chi ci amministra LEGALIZZI gli immobili ed effettui le opere di URBANIZZAZIONE PRIMARIE. Perché noi dovremmo pagare la TARES, visto che mancano i presupposti?
(dovremmo pagare per la manutenzione della pubblica illuminazione che
NON ESISTE?? o per una stradina di campagna piena di buche, oltre 20
cm., stretta ed invasa dalla macchia mediterranea??). Suvvia, Sindaco Tucci, stia con i piedi per terra, guardi la realtà, è finita l'epoca delle vacche grasse per il suo Comune.
Ebbene, Sindaco Tucci con la presente, noi del Comitato “Salviamo
l'Istmo Schiapparo” Le annunciamo che come contro partita da noi NON
avrà più nemmeno UN EURO, costi quel che costi.
Vuole lo scontro frontale? Lo avrà, in tutti i sensi, è ora di finirla
con le Sue prepotenze e le Sue angherie e le sue ruberie (sì, perché
pretendere soldi dai cittadini senza offrire nulla in cambio, è un furto
legalizzato!!).
Da oggi in avanti Lei, con il “Suo” Comune finirà su tutti i giornali
(e non solo), tutti devono sapere dei furti legalizzati che Lei e i suoi
predecessori avete perpetuato ai danni dei possessori di case
sull'Istmo/Schiapparo. Vi renderemo ridicoli agli occhi di tutta Italia.
Sindaco, Le diamo un ULTIMATUM: Faccia in modo che noi si possa
ottenere la LEGALIZZAZIONE degli immobili citati e, poi, effettui tutte
le opere di URBANIZZAZIONE PRIMARIE (impianti: illuminazione ENEL, acqua
potabile, fognatura, acque chiare, gas, strada centrale larga a norma
con pista ciclabile - che sia veramente una strada degna di quel nome - e
non com'è attualmente, cioè una stradina poderale di campagna piena di
buche di 20 cm.). Insomma, quella zona dell'ISTMO/SCHIAPPARO la faccia diventare come Marina di Lesina.
Avrà tutto da guadagnare se quella zona la renderà abitabile (con le
opere di urbanizzazione), perché dalla zona di “muro” (dove c'è l'altare
di una chiesa) fino alla foce Schiapparo c'è tanto di quello spazio che
ne potrebbero derivare tanti insediamenti turistici/balneari.
Poi, se non c'è ancora stato (e ne dubitiamo) venga a vedere
sull'Istmo/Schiapparo alcuni viali (trasversali alla strada principale)
cementati, alberati, con case fatte ad opera d'arte, con muri di
recinzione, vasche biologiche (non pozzi a perdere), impianti
fotovoltaici e impianti idrici (senza la Sua partecipazione).
Le vogliamo ricordare che a Bellaria (Rimini) le case sono state
costruite sulla spiaggia, in prossimità del mare (alla stessa distanza
di quelle dell'ISTMO/SCHIAPPARO di Torre Mileto), le stradine di accesso
al mare sono strette, eppure l'Amministrazione di quel Comune ha
regolarizzato il tutto. La stessa cosa si è verificata a Foce Varano (Comune di Ischitella), anche qui è stato tutto regolarizzato.
Non vediamo il motivo per cui l'Amministrazione da Lei rappresentata
non debba regolarizzare le case, o, sarà perchè noi
dell''ISTMO/SCHIAPPARO di Torre Mileto, non essendo LESINESI, siamo
considerati cittadini di serie B??
Avremmo voluto vedere se al nostro posto ci fossero stati i cittadini
lesinesi!!! Sarebbe già da diversi anni che la situazione di quegli
immobili sarebbe già stata sanata; ammetta che è così, è troppo
evidente!!!
Solo dopo che l'Amministrazione del Comune di Lesina avrà fatto quanto
sopra indicato, noi ci sentiremo in obbligo di pagare i tributi (TARES e
IMU).
Sindaco, un'altra cosa, a Milano su una villetta che ha una rendita
catastale di €. 1.055, su una casa sull'Istmo/Schiapparo c'è una rendita
catastale di €. 500, noi desideriamo che Lei (o, chi per Lei) ci
spieghi un particolare importante: “Come fate a chiedere per la TARES €.
160 per la casa dello Schiapparo, quando il valore della rendita
catastale è la metà di quella di Milano (che è più grande e ha una
rendita catastale doppia) dove chiedono SOLO €. 90 ??”
Qui, c'è qualcosa che non quadra: “O sono degli incompetenti quelli di
Milano (e non sembra), o siete voi che chiedete delle somme
spropositate, siete in errore, voluto???!!!!
Da notare, oltretutto: in provincia di Milano (Bergamo, o altri centri
grandi e piccoli del nord) ci sono le opere di urbanizzazione primarie
(anche nei posti più sperduti), sull'ISTMO/SCHIAPPARO non c'è
assolutamente niente, ci sono solo le ZANZARE (è quello che Voi
offrite??) e pretendete di più, non c'è senso logico. La gente va via (probabilmente, è quello che volete!!), i turisti scappano, ma noi lì siamo e lì restiamo.
Sindaco Tucci, noi dell'ISTMO/SCHIAPPARO di Torre Mileto non ci
rifiutiamo di pagare la TARES e l'IMU, vogliamo pagare il giusto ma solo
dopo aver ottenuto dalla Sua Amministrazione i nostri sacrosanti
diritti, cioè LEGALIZZAZIONE degli immobili e installazione delle OPERE
DI URBANIZZAZIONE PRIMARIE.
Dia retta a noi, un consiglio, ascolti e dia seguito alle richieste del
Sig. Luigi GIORGIO, coordinatore del Comitato “Salviamo l'Istmo
Schiapparo”, ne guadagneremmo tutti, Amministrazione di Lesina compresa.
Cordialità.
Sannicandro Garganico, 16 settembre 2013 Per il Comitato “Salviamo l’Istmo Schiapparo” IL COORDINATORE (Luigi GIORGIO)"
Il servizio di smaltimento dei rifiuti nel villaggio di Torre Mileto non ha mai funzionato alla perfezione. Sono riuscito a scaricare il capitolato
speciale d'appalto del servizio di smaltimento dei rifiuti urbani del comune di Lesina e mi sono
studiato tutte le 23 pagine di cui è composto, riscontrando
non poche mancanze da parte della ditta appaltatrice.
Innanzitutto,
va detto che il contratto d'appalto con l'Ecologia Pugliese, la ditta che fino
all'anno scorso si occupava del servizio, è stato retrocesso. Quindi gli uffici
comunali hanno elaborato un nuovo Capitolato d'appalto per il servizio temporaneo dello
smaltimento dei rifiuti, affidando il servizio alla fine di febbraio, per la durata di sei
mesi, alla ditta Teknoservicesrl,
per circa 400 mila euro. Detto questo, possiamo entrare nel merito della questione. All'articolo 18, pag
15, del Capitolato è scritto che nella Località Schiapparo
- Torre Mileto devono essere predisposti
30 stalli, ognuno composto di un cassonetto per l'Umido, uno per il Secco, uno
per la Carta, uno per la Plastica, uno per il Vetro, e uno per i rifiuti Indifferenziati.
Tutti i cassonetti devono essere di metallo (per evitare quindi che vengano
incendiati). Ho i miei dubbi che ci siano realmente trenta stalli nella
Località Schiapparo - Torre Mileto.
Inoltre, i cassonetti dell'Umido sono praticamente
inesistenti. Poi ci sono stalli in cui mancano i cassonetti della carta o del
vetro, altri in cui manca quello della plastica, altri ancora in cui c'è solo
il cassonetto per i rifiuti indifferenziati.
E se vogliamo essere ancora più precisi, recentemente
sono stati sistemati dei cassonetti di plastica e non di metallo, come invece è
previsto nel contratto. Insomma, non c'è uno stallo che rispecchi quello
descritto nel capitolato d'appalto.
Inoltre, nel capitolato è scritto che "Tutti i contenitori dovranno essere mantenuti in ottime condizioni a spese e cura dell'Appaltatore, il quale dovrà prontamente sostituire quelli che dovessero risultare difettosi, obsoleti e/o rotti". Anche questi compiti non vengono svolti regolarmente nella nostra zona.
Va anche detto che la gente dovrebbe imparare a essere più sensibile verso
l'ambiente, evitando di abbandonare i rifiuti ingombranti (materassi, cucine,
frigoriferi) vicino ai cassonetti e differenziandocorrettamente
la plastica, la carta ecc. Ma d'altronde il Comune non ha mai pensato di
distribuire dei volantini informativi per dare le indicazioni su come differenziare
i rifiuti e su dove e come smaltire i rifiuti ingombranti.
Ci trattano come se fossimo
persone che non capiscono nulla. Il Comune di Lesina non si preoccupa di
controllare come funziona il servizio
di smaltimento dei rifiuti nell'Istmo. Non ci sono controlli. Se il Capitolato d'appalto
fosse realmente rispettato, probabilmentenon ci sarebbero tutti questi problemi per lo smaltimento dei rifiuti. E se ci
sono persone che non hanno mai pagato la TARSU,
non è un nostro problema, ma del Comune. Noi consideriamo
il bicchiere mezzo pieno, e cioè quella porzione di gente che da sempre paga regolarmente
la TARSU e presto pagherà anche la TARES. Queste persone pagano e
quindi hanno il diritto di essere serviti correttamente.